Le fragranze
Indossare Acqua di San Gimignano significa portare con sé un pezzo di storia, sentire sulla pelle il calore del sole toscano che matura lo zafferano, respirare l’aria antica che circola ancora tra le torri di pietra.
Dall’incontro tra la tradizione toscana e l’alta profumeria contemporanea nasce una collaborazione esclusiva con Atelier Fragranze Milano, maison indipendente riconosciuta per la sua ricerca olfattiva raffinata e identitaria.
Da questa sinergia prende vita 72 Torri, una limited edition collection ispirata al profilo inconfondibile di San Gimignano e alle sue torri medievali, simbolo di eleganza verticale e bellezza senza tempo.

Zafferano 72
La fragranza per le anime autentiche, per chi cerca la bellezza nella semplicità e sa riconoscere il valore delle cose genuine. È il profumo di chi ama le tradizioni, rispetta la natura e crede che la vera eleganza stia nella spontaneità del cuore.
La firma olfattiva di questa creazione porta il nome del naso Lorenzo Orlandi Berti
Personalità:
Autentica, genuina, contemplativa. È la fragranza per gli spiriti liberi che non hanno bisogno di apparire per esistere, per chi trova la poesia nei gesti quotidiani e sa che la vera ricchezza è dentro di noi. Incarna la saggezza della semplicità e la bellezza dell’essere se stessi. È naturale senza essere banale, profonda senza essere complessa, per chi sa che l’autenticità è il lusso più raro.
LEGNOSA E ORIENTALE
DISPONIBILE IN: 100 ml
Zafferano 72
L’essenza pura
delle Torri
di San Gimignano

Nel 63 a.C., quando Roma bruciava tra congiure e tradimenti, due giovani fratelli patrizi, Muzio e Silvio, fuggirono dalla Città Eterna portando con sé un segreto prezioso. Complici di Catilina, non avevano solo la colpa politica da nascondere, ma custodivano nelle loro bisacce da viaggio i primi bulbi di Crocus sativus, portati dalle terre d’Oriente durante i loro commerci.
Giunti in Val d’Elsa, costruirono due castelli: quello di Mucchio e quello di Silvia, futura San Gimignano. Ma il loro vero tesoro lo nascosero nella terra fertile della collina. Piantarono quei bulbi misteriosi nel terreno toscano, e la leggenda narra che la prima fioritura di zafferano a San Gimignano avvenne proprio l’anno dopo la loro fuga, come se la terra avesse benedetto il loro esilio trasformandolo in ricchezza eterna.
Dal 929, quando il primo documento storico menziona il “monte della Torre prope Sancto Geminiano”, inizia ufficialmente la storia scritta di San Gimignano, ma l’aroma dello zafferano aleggiava già da secoli tra quelle colline benedette.
Verso la fine dell’Alto Medioevo, intorno al X secolo, il nucleo più antico dell’attuale centro storico prese forma proprio grazie alla ricchezza dello zafferano. I mercanti e i pellegrini che percorrevano la via Francigena si fermavano non solo per riposare, ma per acquistare quell’oro rosso che già allora profumava per tutta Europa di qualità incomparabile.

Era il 1200 quando la coltivazione dello zafferano venne ufficialmente documentata, ma già da decenni questa spezia faceva la fortuna delle famiglie locali. I guadagni erano talmente elevati che alcune casate decisero di impiegarli nella costruzione delle famose torri. Ed ecco nascere le settantadue torri che diedero il nome alla nostra fragranza. La città prosperava: lo zafferano viaggiava verso le maggiori piazze europee e anche verso il Mediterraneo Orientale, sostenuto dalle navi pisane e genovesi. Era l’unica spezia che faceva il percorso inverso rispetto a tutte le altre: non arrivava dall’Oriente, ma ci andava, portando con sé il profumo inconfondibile della Toscana.






